#34 Quello che il mare mi ricorda ogni estate sul mio lavoro di coach
Sono in vacanza, sto guardando il mare, e come ogni anno succede la stessa cosa: dopo qualche giorno smetto di staccare davvero dal lavoro, perché il mare e le barche, che ci passano davanti, cominciano a raccontarmi esattamente quello che faccio ogni giorno con i miei clienti. È una delle metafore più oneste che conosco per spiegare cosa significa, davvero, fare coaching a un leader o a un team.


Scrivo questo articolo con i piedi ancora bagnati e il computer appoggiato su un tavolo di legno che scotta al sole.
Sono in vacanza, sto guardando il mare, e come ogni anno succede la stessa cosa: dopo qualche giorno smetto di staccare davvero dal lavoro, perché il mare e le barche, che ci passano davanti, cominciano a raccontarmi esattamente quello che faccio ogni giorno con i miei clienti.
Non è una forzatura. È una delle metafore più oneste che conosco per spiegare cosa significa, davvero, fare coaching a un leader o a un team.
Il vento non si controlla. Si legge.
La prima cosa che si impara guardando una barca a vela, anche solo da terra, come sto facendo io ora, è che nessuno controlla il vento. Chi va per mare non perde tempo a desiderare un vento diverso da quello che c'è. Legge quello reale, e decide come muoversi rispetto a lui.
È esattamente quello che vedo fare, o non fare, ai leader che seguo. Molti manager passano energie enormi a lamentarsi del "vento" … il mercato che cambia, il budget tagliato, il team che non è quello che vorrebbero. Pochi imparano, invece, a leggerlo con precisione e a orientare la rotta di conseguenza.
Non è ottimismo forzato ma Clarity, la prima lettera del metodo con cui lavoriamo in Phelyon: vedere la realtà con nitidezza, senza le distorsioni del "dovrebbe essere diverso".
Il capitano guida, non rema.
C'è un errore che vedo spesso in barca, tra chi è alle prime armi… ed è lo stesso errore che vedo in tanti neo-manager: la tentazione di mettersi a remare, invece che a guidare.
Il capitano è quello che, restando concentrato sulla direzione, permette a tutto l'equipaggio di remare nel modo giusto, nel momento giusto.
La leadership che funziona davvero assomiglia più a questo che all'immagine eroica del capo che risolve tutto da solo.
È presenza, è correzioni piccole e costanti, è saper cedere il timone quando serve senza perdere la rotta. È la seconda lettera, Leadership: non l'intensità dello sforzo individuale, ma la qualità di come si guida chi sta remando con te.
Le vele si regolano di continuo, non una volta sola
Un altro dettaglio importante è che le vele non si regolano una volta all'inizio e poi si lasciano lì. Si correggono in continuazione, a volte anche di pochi centimetri, in base a come cambia il vento minuto per minuto. Chi smette di regolare le vele, semplicemente, rallenta… anche se all'inizio la rotta era quella giusta.
È la fotografia più precisa che conosco dell'Execution. Il piano strategico perfetto, scritto a gennaio, non basta se nessuno lo aggiusta ogni settimana in base a quello che succede davvero. L'esecuzione non è un atto, è una manutenzione continua.
Una barca con l'equipaggio scoordinato non va da nessuna parte
L'immagine più chiara di tutte, però, arriva quando guardo una barca con più persone a bordo che non hanno mai navigato insieme. Ognuno sa il proprio compito, in teoria. Ma se non si sono mai allenati a farlo insieme, la barca sbanda, perde velocità, a volte va addirittura nella direzione sbagliata rispetto a quella voluta dal timoniere.
Conosco aziende, dove ogni funzione "sa remare" benissimo da sola, ma nessuno ha mai davvero sincronizzato i movimenti con gli altri. È il tema dell'Alignment: non basta che ogni persona sappia fare bene il proprio lavoro. Serve che i movimenti di tutti siano letti insieme, altrimenti la barca non prende velocità ma la disperde.
Si arriva in porto. O non ci si arriva.
L'ultima cosa che il mare mi ricorda ogni volta, ed è forse la più semplice: alla fine, o sei arrivato dove volevi, o non ci sei arrivato.
Il mare non fa sconti alle buone intenzioni, e nemmeno il business. Puoi aver letto bene il vento, guidato bene l'equipaggio, regolato le vele alla perfezione ma se poi non guardi la rotta reale rispetto a quella dichiarata, rischi di scoprire tardi che sei arrivato da un'altra parte.
È la lettera che chiude sempre il lavoro con i miei clienti: Results. Non come giudizio finale, ma come bussola che si consulta durante il viaggio, non solo all'arrivo.
Torno al lavoro, ma con qualcosa in più
Tra qualche giorno rientrerò dalle vacanze e tornerò alle sessioni, alle diagnosi, ai piani di sviluppo che progettiamo con i nostri clienti. Ma ogni anno, guardare il mare mi restituisce la stessa cosa: il coaching che facciamo in Phelyon non è diverso da questo.
Aiutiamo chi guida un'azienda a leggere il vento invece di subirlo, a guidare invece che remare da solo, a regolare la rotta ogni settimana invece che una volta sola, a sincronizzare l'equipaggio prima che la barca sbandi e a guardare, con onestà, se la rotta reale coincide con quella che si era scelta all'inizio.
Non serve il mare per capirlo. Ma aiuta, ogni tanto, fermarsi a guardarlo.
Se la tua azienda sta remando forte ma senti che la rotta si è persa per strada, una sessione diagnostica gratuita con Phelyon è il primo passo per tornare a guidare, invece che solo remare.
