#36 Cosa L'Odissea ci insegna sul coaching

Nelle ultime settimane le sale sono piene di gente che torna a innamorarsi di una storia vecchia quasi tremila anni. Il nuovo adattamento cinematografico dell'Odissea, diretto da Christopher Nolan sta riportando al centro della conversazione pubblica un racconto che, in fondo, non ha mai smesso di parlarci… anche di lavoro, anche di leadership, anche di come si affronta un percorso di cambiamento in azienda

Corinne Mion

8/18/20263 min read

Vintage nautical tile mural featuring a Mediterranean map with sailing ships, Neptune, and sea monsters.
Vintage nautical tile mural featuring a Mediterranean map with sailing ships, Neptune, and sea monsters.

Nelle ultime settimane le sale sono piene di gente che torna a innamorarsi di una storia vecchia quasi tremila anni. Il nuovo adattamento cinematografico dell'Odissea, diretto da Christopher Nolan sta riportando al centro della conversazione pubblica un racconto che, in fondo, non ha mai smesso di parlarci… anche di lavoro, anche di leadership, anche di come si affronta un percorso di cambiamento in azienda.

Non serve aver visto il film per cogliere il punto. Basta ricordare la struttura del mito che tutti, almeno per sommi capi, conosciamo: un uomo che prova a tornare a casa dopo una guerra vinta, e che impiega dieci anni a farlo... non perché la strada sia lunga, ma perché è piena di tentazioni, ostacoli e prove che mettono alla prova esattamente le sue capacità di guida.

È una delle metafore più precise che conosco per descrivere cosa succede davvero in un percorso di coaching serio. E vale la pena raccontarla lettera per lettera, seguendo il framework CLEAR con cui lavoriamo in Phelyon.

La meta è chiara. La rotta, quasi mai.

Ulisse sa perfettamente dov'è diretto: casa, da Penelope, a Itaca. Non ha dubbi sull'obiettivo. Ma questo, da solo, non gli risparmia nulla del viaggio, perché la vera difficoltà non è mai sapere dove si vuole arrivare, è mantenere quella direzione chiara mentre la realtà, ogni giorno, propone distrazioni convincenti.

È lo stesso equivoco che vediamo spesso nei team con cui lavoriamo: la Clarity non è avere un obiettivo scritto in una slide. È la capacità di tenerlo presente e nitido anche mentre arrivano cento motivi plausibili per allontanarsene.

Le sirene esistono anche nei board meeting

Uno degli episodi più noti del mito è quello delle sirene: un canto talmente seducente da far perdere la rotta a chiunque lo ascolti senza precauzioni. Ulisse non le evita fingendo che non esistano... le affronta con un metodo preciso, si fa legare all'albero della nave proprio perché sa di non potersi fidare del proprio giudizio in quel momento.

In azienda, le sirene raramente cantano. Si presentano come l'opportunità troppo bella per essere ignorata, il progetto parallelo che promette risultati più veloci, la scorciatoia che sembra risparmiare mesi di lavoro. La Leadership, in questi momenti, non consiste nel non sentirle. Consiste nell'avere, prima ancora di incontrarle, un metodo... un "albero a cui legarsi"... che impedisca a un management team di deragliare ogni volta che una distrazione sembra irresistibile.

Il ciclope, Circe, e il costo di ogni scorciatoia

Lungo il viaggio, ogni volta che l'equipaggio cede alla tentazione di una scorciatoia, restare più a lungo del previsto nell'isola di Circe, sottovalutare un pericolo apparentemente gestibile, il prezzo si paga sempre più avanti, spesso con perdite che si potevano evitare.

È l'immagine più onesta che conosco dell'Execution mancata: non è quasi mai un errore enorme e improvviso a far deragliare un piano aziendale. Sono piccole soste non gestite, piccoli compromessi accettati "solo per questa volta", che si accumulano fino a diventare il vero motivo per cui un piano, alla fine, arriva tardi o non arriva affatto.

Un equipaggio, non un eroe solitario

Un dettaglio che si perde spesso, parlando dell'Odissea, è che Ulisse non affronta il viaggio da solo. Ha un equipaggio, e la sua sopravvivenza dipende costantemente da quanto quell'equipaggio riesce a restare coordinato nei momenti difficili e da quanto, quando qualcuno commette un errore individuale, l'intero gruppo ne paga le conseguenze insieme.

È l'Alignment applicato a un'epopea: nessun leader, per quanto capace, porta a casa un risultato complesso da solo. Lo fa attraverso un equipaggio che si muove in modo coordinato — o non lo fa affatto.

Il ritorno a Itaca non è la fine del viaggio: è la sua unica vera misura

L'ultimo elemento, forse il più utile per chi lavora in azienda, è che l'intero viaggio di Ulisse ha senso solo rispetto a un unico criterio: è tornato a casa, o no? Non conta quanto sia stato avventuroso il percorso, quanto ingegno abbia dimostrato lungo la strada, quante prove abbia superato... se non fosse tornato a Itaca, tutto il resto sarebbe stato un fallimento.

È la lettera con cui chiudiamo sempre ogni percorso di coaching: i Results. Non l'intensità dello sforzo, non quanto sia stato interessante il percorso raccontato a posteriori, ma se, alla fine, si è arrivati davvero dove ci si era proposti di arrivare.

Perché questa storia continua a parlarci, tremila anni dopo

Il motivo per cui l'Odissea torna oggi al cinema, e continua a essere raccontata in ogni epoca, probabilmente non è solo la qualità della trama. È che descrive con precisione qualcosa che ogni leader, ogni team, ogni azienda in trasformazione riconosce nella propria esperienza: la meta è quasi sempre chiara. Il viaggio per arrivarci, quasi mai lo è a meno che qualcuno non ti aiuti a restare sulla rotta.

È esattamente il lavoro che facciamo, ogni giorno, in Phelyon.

Se la tua azienda sta affrontando il proprio viaggio, un cambiamento, una crescita, una fase complessa da attraversare, una sessione diagnostica gratuita con Phelyon è il primo passo per capire da quale lettera del metodo CLEAR ripartire.